GUARDAMI – SULL’IMPROVVISAZIONE TOTALE
Piera Principe, danza
Giovanna Polacco, violino
Elena Bellini, letture
Regia: Gian Luca Massiotta
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GUARDAMI – Sull’improvvisazione totale
I concerti di musica jazz prevedono sempre lunghi assoli improvvisati da parte dei solisti, come danzatrice solista sono stata spesso in scena con un’improvvisazione totale. La prima volta nel 1981 con il grande pianista compositore Giorgio Gaslini. Una pratica esecutiva quella dell’improvvisazione possibile anche a un danzatore se conosce le sue radici e le redini del proprio vocabolario gestuale. Durante l’improvvisazione quelle radici ramificano in tutte le direzioni e le redini a tratti allentate, a tratti abbandonate per concedersi allo stato ramingo dell’esploratore che finge di perdersi… perché l’unica certezza è il punto di partenza e il punto d’arrivo.
L’artista che improvvisa in palcoscenico sceglie come intervenire in tempo reale in ogni frazione di tempo e di spazio. Durante un’improvvisazione totale il gesto è originale e il mio dialogo inedito ogni volta che lo replico.
Nello spazio scenico di Guardami – Sull’improvvisazione totale mi servo di qualche elemento: tre sedie, una pallina rossa, quattro cantinelle per limitare un quadrato di spazio di 2,5 metri quadrati.
La mia presenza in quel quadratino di palcoscenico è come quella di un ragno che in un angolo della stanza decide di tessere la sua ragnatela. Un agire-danzato attraverso il gesto necessario proprio come quello di un ragno che intreccia il materiale da lui stesso prodotto per costruirsi la “quarta parete.”